che sia

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"Avere qualcosa di importante da dire e che sia utile a tutti o a molti. 

Sapere a chi si scrive. Raccogliere tutto quello che serve. Trovare una logica su cui ordinarlo. Eliminare ogni parola che non serve. Non porsi limiti di tempo"

don lorenzo milani

ALTRO GIRO, ALTRA CORSA?

E a quanto pare si riparte, con la spiacevole impressione di sapere già dove si andrà a finire. Che di solito questa dovrebbe essere una sensazione rassicurante, di procedure conosciute, di “buone pratiche” – così si chiamano – validate dalla prassi e asseverate dagli studi, di strategie pronte in caso di intoppi.

E invece si riparte con lo stesso strisciante sospetto di essersi votati alla provvidenza, con la speranza – per dirla con i nostri vecchi – che “se la và, la gh’à i gamb!” o “se ci va di culo la sfanghiamo”, per dirla con i miei alunni che sanno il francese.

Dai miei alunni grandi, che stanno prendendo il brevetto di pilota (ma voi lo sapete che si può pilotare un aeromobile a diciassette anni e un’automobile a diciotto?) imparo ogni giorno la differenza fondamentale tra salute e sicurezza, tra “safety” e “security”, dicono loro, che sanno bene anche l’inglese. E che la seconda non basta, per essere un buon pilota.

E invece adesso sta ripartendo la giostra della sicurezza: la scuola è sicura, le piste da sci no. I teatri non sono sicuri, le messe sì. I parrucchieri sì, le estetiste no. E tutti che continuiamo a rullare stupidamente all’altezza del nostro punto di vista, senza riuscire a decollare ed avere la visione più ampia, tutti a chiederci che cosa sia “consentito” fare e non che cosa sia “giusto”.

Di nuovo a bordo della giostra, a quanto pare.

E chiudi le scuole per prevenire il contagio, e parte la retorica della scuola in presenza che è tutta un’altra cosa, e difendi la DAD come un misirizzi, dicendo che è scuola lo stesso, e addirittura è persino più inclusiva, e ordini i banchi a rotelle ma vieti l’uso della mascherina e la misurazione della febbre a scuola, e viene l’estate e ti va di culo, e la colpa comunque era dei runner.

Primo giro.

E riapri le scuole, e le rime buccali, e decolla la curva dei contagi, e i banchi non sono mica arrivati (e anche se fossero arrivati, mah), e chiudi le scuole, e via la retorica della scuola in presenza che è meglio, e la connessione, e arrivano i banchi a rotelle (ma a scuola non ci sono gli alunni), e la colpa è dei trasporti pubblici, e viene l’autunno e ti va male, che le scuole le richiudi. Secondo giro.

E riapri le scuole forse all’Immacolata perché come la didattica in presenza non ce n’è, e la DAD genera stress, e la connessione, e l’inclusione, e i trasporti sono uguali a prima però, e dai la colpa agli sciatori che non hanno ancora nemmeno incominciato a sciare, e adesso però la mascherina al banco è obbligatoria, e viene Natale, e ti va di culo perché al massimo puoi dare la colpa ai cenoni se il contagio si diffonde.

Terzo giro.

Se prendi il codino e ti va col francesismo di cui sopra, vinci anche il quarto.

Non lo so ma ho come l’impressione che questa giostra non sia il trenino Brucomela, non siano nemmeno le montagne russe, e nemmeno i cavallini rotanti in cerchio, o la ruota panoramica.

Si chiama in un modo diverso, mi sa.


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