ALTA CUCINA, MUSICA E LETTERATURA

ALLE PRESE COI PROMESSI SPOSI

 

Dopo tutti gli sforzi compiuti da Manzoni per togliere dal suo scritto quella patina dialettale lombarda che gli era rimasta attaccata addosso, “risciacquando in Arno” i fogli della cosiddetta Ventisettana, suscitano sempre reazioni stranianti (quando non aspre e non del tutto ingiustificate critiche) quelle pubblicazioni che in anni lontani e persino in tempi recentissimi cercano di “tradurre” i Promessi sposi in dialetto. In ognuno di questi tentativi c’è “un non so che” (per dirla con un’espressione carissima a Manzoni) di folkloristico, anacronistico, linguisticamente ed epistemologicamente fuorviato.

Che Manzoni, tuttavia, conoscesse, parlasse e amasse il dialetto milanese è fuor di dubbio: basti considerare che nella sua abitazione milanese di via Morone finisce per raccogliersi la cerchia di amici e intellettuali che si era creata attorno allo scomparso Carlo Porta (dico di Tommaso Grossi, di Ermes Visconti, e poi Luigi Rossari, Giovanni Torti) che fu sublime poeta proprio in dialetto, o si leggano i numerosi e brillantissimi squarci dall’epistolario manzoniano in cui lui stesso amava celiare in dialetto, o ancora si considerino tanti passaggi dei dialoghi del romanzo in cui un orecchio allenato saprà cogliervi chiare eco della cadenza lombarda che la “risciacquatura in Arno” non ha fortunatamente obliterato.

 

Tutto ciò serve da excusatio non petita perché Francesco Magni suonerà alla chitarra e canterà in dialetto i pezzi toccanti del suo CD Renzo e Luzia (ed. Menaresta, Monza 2012 – www.menarestaditore.it).

Ma la novità e la dignità di questa serata molto particolare non sta solo nella lingua delle canzoni: i testi di Piero Collina e la rielaborazione cantautoriale di Magni permettono di accostarsi al romanzo da prospettive spesso inusuali, a volte comiche, altre intimistiche, talora patetiche – forse – ma mai banali. Il contrappunto storico-letterario di Stefano Motta cercherà di far emergere queste e altre note che le pagine dei Promessi sposi sanno ancora far vibrare tra le corde dell’animo di chi ha ancora voglia di ascoltarli. 

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