S. Motta, La “Commedia” di Dante Alighieri,

ALFA Edizioni, Cornaredo (MI) 2010, 289 pagine

Una cattedrale di parole

 

C’è un esercizio, quasi alla fine del libro, intitolato “Il pieno di benzina”. L’allusione, forse un po’ dissacrante e provocatoria, è ad una battuta di Eugenio Montale, il quale diceva simpaticamente che «Dante ha fatto il pieno, e per gli altri è rimasta poca benzina». Preparare una riduzione scolastica della Commedia significa scontrarsi con quella sensazione di “pieno”, con l’enorme ricchezza di personaggi, incontri, discussioni, ambientazioni e stili che hanno reso la Commedia il capolavoro che conosciamo, perché nella Commedia c’è tutto. Proprio per questa ragione, a volte, quando si vuole proporre ai ragazzi l’opera di Dante si tende a considerare tutto importante allo stesso modo, a propinare loro gli stessi episodi, le stesse pagine sulle quali abbiamo sudato quando studiavamo sui banchi dell’università, perché ci sembra un sacrilegio prescindere da quel verso o trascurare quell’altro personaggio. Così scegliamo per gli alunni cento piccoli assaggi di portate che al nostro palato di insegnanti sembrano prelibate da un menu che invece offre piatti ben più succulenti per il gusto dei nostri ragazzi, perché nella Commedia c’è tutto, dalle preghiere alle parolacce!

Poiché tutto non si poteva dare (chi di loro vorrà, avrà tempo più avanti per affrontare i complessi calcoli astronomici o seguire Dante nelle severe arringhe politiche), abbiamo scelto di prediligere la dimensione avventurosa del racconto e concentrarci sul personaggio stesso di Dante homo viator, sulle sue paure e le sue fatiche, le sue reazioni e le sue curiosità, come fossimo noi stessi a compiere con lui l’incredibile viaggio in compagnia di Virgilio. Per questo la narrazione in prosa procede in prima persona spedita, misteriosa e avvincente come un romanzo d’avventura, con qualche breve interpolazione in corsivo quando il periodo permetteva di accogliere un verso dantesco o anche solo qualche parola dei passi più famosi senza stravolgere il ritmo della prosa. In occasione dei passaggi più famosi vengono riportate a fronte anche le terzine dantesche, in modo da offrire due percorsi di lettura paralleli.

Abbiamo preferito non infarcire il testo di note e lasciare piuttosto che fossero le immagini a suggerire una  chiave di decifrazione dei passi danteschi. Abbiamo attinto alle illustrazioni di Dorè e in parte rielaborate per comporre delle tavole di fumetto che affiancano le pagine del romanzo e si animano con le parole stesse di Dante.

 

 Come avevamo già fatto con il Decameròn, abbiamo intitolato questo libro semplicemente La Commedia, come Dante stesso forse avrebbe voluto, senza aggiungere altro. Come sarebbe stato facile giocare con le parole e chiamarlo “Sulle tracce di Dante”, “L’avventura infernale”, “La divina avventura”, o chissà che altro! Ma, pur con l’operazione di “riscrittura” sopra descritta e accordando comprensibilmente maggior spazio alle prime due cantiche, abbiamo voluto rispettare l’architettura complessiva del poema, ricrearne per intero l’atmosfera di paura, attesa e pietà che si respira aprendo le pagine della Commedia allestendo non un’antologia di passi celebri, ma un’opera unitaria per forma, stile e contenuto.

C’è chi, per la sua grandezza, la ricchezza di simboli, la precisione nell’architettura interna, ha paragonato l’opera di Dante ad una cattedrale gotica: leggendo le nostre pagine i ragazzi potranno entrare e passeggiare per conto proprio tra le navate di questo mirabile architettura di parole; nel DVD poi gli insegnanti e i ragazzi troveranno dei piccoli documentari filmati che li guideranno ad apprezzare gli angoli più belli di questo monumento della letteratura italiana e mondiale.

            

 

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